SEO o Search Engine Optimization è un misto tra scienza e capacità che comporta una serie di attività dedicate all’ottimizzazione dei siti per un miglior posizionamento sulle SERP ovvero sui motori di ricerca.

Tecniche e analisi che riguardanno non solo l’aspetto grafico del sito, ma anche e sopratutto quello dei contenuti.

Come scrivere un buon contenuto, sia la sintassi, la semantica, ma anche la lunghezza dei caratteri, la dimensione dei font, il colore del testo e dei link, il peso delle immagini e dei media in gerale, l’uso di parole chiave e l’abuso delle stesse.

Molte tecniche sono descritte online da blog o perfino dagli stessi motori di ricerca che incoraggiano gli sviluppatori e gli editor a produrre e gestire dei siti ottimizzati. Altre tecniche sono frutto solo di esperienza e di testing.

Oggi i motori di ricerca sono sempre più attenti al mobile e all’esperienza utente.

Tante sono le variabili in gioco sulla SEO.

Chi utilizza WordPress è sicuramente avvantaggiato dai centinaia di plugin che aiutano nella SEO del proprio sito. Ma pochi sono quegli strumenti validi e di certo non sono gratuiti.

Più spesso ho sconsigliato l’uso di addon, plugin, temi e risorse gratuite, sia per motivi di sicurezza ma anche per performance e attendibilità.

Vediamone alcuni

Yoast SEO

Con oltre 5 milioni di installazioni attive, Yoast SEO è tra i plugin preferiti da chi possiede un sito WordPress poiché consente di inserire il meta title, meta description e altre informazioni utili per i motori di ricerca in maniera semplice e veloce, mostrando all’autore l’anteprima dello snippet di come apparirà il contenuto tra i risultati di Google.

Tra le impostazioni principali del tool, c’è anche la possibilità di attivare la generazione automatica della sitemap, editare il file robots.txt, aggiungere gli attributi nofollow e noindex per le pagine di categoria e tag, mostrare le breadcrumbs e collegare la Search Console di Google.

WP Super Cache

La velocità di caricamento di un sito è fondamentale per posizionarsi in vetta ai risultati di ricerca (a patto che i contenuti siano veramente esaustivi) per consentire allo spider di Google di non sprecare crawl budget durante la scansione del sito e consentire agli utenti di caricare le pagine velocemente, anche se non dispongono di una rete internet veloce.

Se ritieni che il tuo sito sia piuttosto lento, assicurati di non avere attivato troppi plugin ed eventualmente provvedi ad acquistare un hosting performante, ma soprattutto installa e configura correttamente un plugin per gestire la cache del sito ed impedire che ogni visitatore faccia sprecare risorse hardware inviando numerose richieste al server.

WP Super Cache è tra i migliori plugin di cache per WordPress più facili da configurare ed efficaci per migliorare le prestazioni in termini di caricamento. Nonostante sia in lingua inglese, le impostazioni del plugin sono piuttosto intuitive ma vanno settate in maniera strategica e corretta per evitare di peggiorare le performance. Tuttavia sono disponibili numerosi video tutorial e articoli informativi su come configurare la cache utilizzando questo plugin ed altre valide alternative.

Schema – All In One Schema Rich Snippets

Se stai analizzando i competitor nella tua nicchia e in alcune SERP noti la presenza di informazioni aggiuntive tra l’URL della pagina e la sua descrizione, ti trovi di fronte a un Rich Snippet, ossia uno snippet più completo rispetto a quello classico che siamo abituati a vedere. Infatti, già da qualche anno, Google è in grado di interpretare i dati strutturati (in forma di microdati, microformati e RDFa) forniti dai vari siti internet per mostrare i risultati con il maggior numero di informazioni possibili tra cui la votazione dell’articolo, il tempo richiesto per terminare la procedura descritta al suo interno o il prezzo e la disponibilità di un prodotto in vendita.

Per implementare i dati strutturati nel tuo sito WordPress, il plugin Schema – All In One Schema Rich Snippets è una soluzione molto efficace e comoda da utilizzare. Adatto per le pagine web dedicate a tutorial, ricette, eventi e prodotti, questo plugin ti consentirà di comunicare al motore di ricerca informazioni aggiuntive agli utenti che ti potranno beneficiare sul CTR e quindi ad aumentare le visite.

Redirection

Il Crawl Budget di Google va gestito in maniera molto parsimoniosa e non dev’essere assolutamente sprecato: pena una cattiva indicizzazione del nostro sito web e un cattivo posizionamento. Se tra i link presenti all’interno delle pagine di un sito internet (che siano interni o esterni) ci sono collegamenti rotti o reindirizzati verso pagine errate, stiamo sprecando parte del budget giornaliero che lo spider di Google mette a disposizione per visitare le nostre pagine, oltre che a peggiorare l’esperienza dei lettori e impedire che la link juice possa propagarsi in maniera corretta sull’intera struttura del sito.

Per sopperire a questo problema, il plugin Redirection può risultare una soluzione valida per gestire gli errori 404 e creare redirect 301 per i contenuti spostati altrove. È inoltre in grado gestire i dati da file .htaccess ed esportare le regole URL rewrite per i web server Nginx

WP Nofollow Post

È buona norma fornire ai lettori collegamenti utili a pagine di approfondimento o alla fonte delle informazioni che stiamo riportando nella pagina, a maggior ragione se si tratta di domini molto autorevoli come Wikipedia, testate giornalistiche di rilievo e risorse scientifiche.

Ma tra i tanti link in uscita del nostro sito web potrebbero esserci collegamenti a pagine commerciali in affiliazione e siti poco attendibili: in questo caso, è buona abitudine aggiungere l’attributo nofollow per comunicare a Google che si tratta di una risorsa che preferiamo non accreditare.

Per aggiungere questo attributo è necessario scrivere le URL in questo modo <a href=”indirizzoweb” rel=”nofollow”>pagina di destinazione</a> ma poiché digitare questa stringa potrebbe essere piuttosto costoso in termini di tempo (soprattutto per i siti con migliaia di pagine), il plugin WP Nofollow Post è di notevole aiuto.

È sufficiente installare il plugin e abilitarlo dalle impostazioni per aggiungere l’attributo nofollow a tutti i link in uscita presenti nelle pagine del nostro sito; successivamente ti basterà elencare quali domini escludere dalla funzione, per renderli nuovamente dofollow e trasferire autorevolezza.

Contextual Related Posts

I link interni ad articoli correlati di approfondimento sono uno strumento potente per migliorare il posizionamento organico, far notare a Google che siamo esperti su un topic specifico, abbassare il tasso di rimbalzo e aumentare la permanenza degli utenti sulle nostre pagine.

Oltre ad inserire dei collegamenti nel corpo degli articoli, potrebbe essere utile fornire approfondimenti in sidebar o alla fine di un contenuto: Contextual Related Posts è il plugin più apprezzato dai blogger per svolgere questa attività in maniera automatica e intelligente.

Permette infatti di settare le impostazioni di affinità dei contenuti in maniera chirurgica, consentendo l’esclusione delle pagine e dei post con determinati tag o appartenenti a specifiche categorie e dandoci la possibilità di scegliere dove mostrare gli articoli correlati ordinandoli per rilevanza.

Screaming Frog Spider

Continuando a parlare di link building interna e spider di Google, l’ultimo strumento SEO non è un plugin ma un software a pagamento disponibile per i sistemi operativi Windows e macOS.

E’ in grado di scansionare in maniera completa e approfondita un sito web, fornendoci una serie di informazioni sulla lunghezza dei contenuti, la profondità di una pagina rispetto alla homepage, la presenza di titoli duplicati o link rotti o reindirizzati verso pagine errate.

L’interfaccia grafica è piuttosto tecnica e poco user-friendly, ma basterà utilizzare il programma con maggiore frequenza per scoprire tutte le funzioni messe a disposizione e avere la conferma che si tratta di un eccellente simulatore dello spider di Google.

Per consulenza web sui tuoi siti, contattami


Lascia un commento