Chiedere un prestito non è mai cosa facile, genera sempre qualche insicurezza: quanto tempo avrò per rendere i soldi? Quanto saranno gli interessi? Ma alla fine, mi conviene? Le banche – si sa – i prestiti, seppur faticosamente, li fanno pure, ma se li fanno ripagare abbondantemente e, d’altra parte, chiedere agli amici non è mai consigliabile: si possono mettere a rischio rapporti di una vita.

Adesso sembra che funzioni il cosiddetto «social lending» (prestito sociale), una forma di prestito di denaro tra privati che si incontrano sulla Rete, lasciando da parte banche e società finanziarie. Alcuni lo chiamano anche «peer to peer lending», ovvero prestito «da persona a persona».

I primi sono stati gli inglesi con il sito Zopa, poi sono arrivati gli americani con diverse società, tra cui Lending Club e Prosper, e ora sembra che stia prendendo piede pure tra noi italiani, nonostante la nostra resistenza al cambiamento.

Banca d’Italia per ora ha autorizzato due società: Smartika e Prestiamoci, ma altre stanno nascendo come Blender.