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Finanziamenti e Assicurazioni

In Italia il record europeo di ricorso alla consulenza finanziaria

Scende al 31% l’approccio agli investimenti degli italiani (il minimo in quattro anni), a fronte di una crescita record della fiducia nel clima economico, arrivata al 45%. Due trend che accentuano le tendende presenti in Europa, dove la propensione ai mercati è scesa al 39% e l’aspettativa positiva per la situazione generale è salita al 49%.

È questo uno dei principali risultati del quinto Investor Pulse della casa di gestione stunitense BlackRock presentato questa mattina alla stampa finanziara; uno studio realizzato in 20 Paesi, attraverso le interviste a 28mila persone (duemila in Italia), equamente divise tra uomini e donne, per fascie d’età (cinque gruppi dai 25 ai 74 anni), con una preponderanza dei clienti mass retail (80%) rispetto ai mass affluent, con patrimonio superiore ai 100mila euro (20%).

Il pubblico italiano intervistato si è dimostrato comunque attento all’attualità economico-finanzaria, ma lento ad agire di conseguenza: se, ad esempio, il 40% degli intervistati valuta positivamente la stagione di tassi bassi (a fronte di un 45% statunitense, 31% francese, 23% britannico, 22% tedesco, 34% cinese e 12% giapponese), il 31% del campione non ha modificato affatto i propri investimenti. Nonostante il futuro sia al centro dei primi quattro temi di interesse dichiarati (le riforme pensionistiche, la pianificazione previdenziale, l’aumento della longevità e la diversificazione degli investimenti) meno del 40% degli intervistati li ritiene infatti argomenti tanto rilevanti da modificare le proprie scelte di investimento.

Il 77% degli italiani sondati non sta considerando ad esempio un impiego della propria liquidità (il 54% è riservata a spese mensili, future ed emergenze) e, se sono confermati dallo studio i tradizionali bassi risultati in tema di educazione finanziaria dei cittadini, è interessante vedere come l’Italia detenga il record europeo di ricorso alla conzulenza finanziaria (29%), intendendola in senso ampio e comprendendo sia i consulenti bancari (assistono il 59% del campione), sia i consulenti finanziari (24%) sia i private banker (11%). Il picco di richiesta (48%) si registra tra i clienti mass affluent.

Il 43% degli intervistati si dimostra inoltre favorevole a pagare una commissione annuale al proprio consulente (il dato sale al 60% nei millenials, tra i 18 e i 35 anni), quantificandola intorno all’1%. A fronte di una soddisfazione per il servizio attuale espressa dal 39% degli investitori sondati.

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