Diverse analisi sul mercato americano ci aiutano a correggere alcuni falsi miti.

Il settore delle biotecnologie negli ultimi 10 anni ha reso mediamente il 5% in più per anno con un tasso di perdite inferiore di oltre il 10% rispetto alle startup digital.

 

Il biotech ha dimostrato in tempi minori ritorni assai maggiori rispetto al digital.

Ritorni sull’investimento (IRR = internal Rate of Return net of fees)

Facciamo riferimento ai dati di Cambridge Associates. Sugli investimenti realizzati, vale a dire quelli che hanno raggiunto una exit nel periodo 2006-2016, i fondi di venture che hanno investito in startup biotech hanno ottenuto un IRR pari a 26,8%. Gli investimenti dei fondi VC in settori diversi dal biotech, in netta prevalenza nel settore digital, hanno un IRR del 21,8%.

Il biotech ha reso in media il 5% in più ogni anni negli ultimi 10 anni rispetto al digital.

2. Durata dell’investimento (Holding period)

Qui facciamo riferimento ai dati di Pitchbook. La exit è identificata con una IPO, quotazione in borsa, o con un’operazione di M&A, un’acquisizione. Ebbene, per le IPO, nel periodo 2006-08 e 2009-12, la exit da startup biotech è stata realizzata in media in circa 7 anni.

Nel digital la exit, in media, è stata ottenuta rispettivamente in 8 e 9 anni.

Nel periodo 2013-16, l’holding period per arrivare a una IPO per Biotech è stato in media di 8,9 anni, nel digital di 9,4 anni.

Se analizziamo la durata dell’investimento prima di una M&A nei medesimi periodi, rileviamo che il biotech è rimasto in portafoglio rispettivamente 7,9, 7,3 e 7,8 anni.

Il digital, 8,9 e 9,2 anni.

Il biotech in tutti i periodi analizzati è rimasto nel portafoglio degli investitori per un periodo minore rispetto agli investimenti nel digital. In alcuni casi con differenze medie superiori all’anno e mezzo.

3. Perdite (Loss Ratio)

I dati arrivano da Correlation Ventures. L’analisi suddivide le perdite a livello di numero di operazioni di investimento (deal) non andate a segno e le perdite a livello di dollari bruciati.

Ciò a partire dall’anno 2005. Considerando i deal, nel biotech il 52% delle operazioni non è andato a buon fine. Nel digital il 62% è fallito. Osservando invece i valori, il 39% dei dollari investiti nel biotech non sono rientrati. Nel digital sono il 52% i capitali dispersi.

Il biotech ha un tasso di perdite inferiore di oltre il 10% rispetto al digital.

Basta miti, basta leggende! Nei mercati maturi è conoscenza comune tanto che i fondi di VC dedicati al Biotech stanno toccando punte di raccolta mai esplorate. Gli ultimi fondi di Third Rock, Versant Ventures e Sofinnova Ventures insieme superano 1,5 miliardi di dollari. In Italia il fenomeno si registra solo a livello di investitori privati.


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