Sono investimenti attivi quegli investimenti il cui gestore non dovrà solo monitorare i mercati e selezionare i fondi migliori ma anche battere il benchmark di rifermento.

Appunto il fondi di investimento sono attivi. Studi di settore dimostrano che solo il 20% circa dei fondi riesce ad ottenere lo stesso risultato o superiore del benchmark di rifermento.

Battere i mercati è sempre più difficile e il contesto economico finanziario caratterizzato da tassi bassi di certo non aiuta la ricerca di rendimenti.

I costi sono l’unica “certezza” in un mondo – quello finanziario – tipicamente incerto. E l’unico fattore sul quale gli investitori possono agire compiendo scelte diverse.

Ecco perché, senza nulla togliere ai fondi comuni o più in generale alla gestione attiva, riteniamo ci siano almeno 3 ragioni per passare agli investimenti a gestione passiva come gli ETF.

Gli investimenti passivi hanno costi più bassi.

Gli investimenti passivi, non cercano di ottenere performance migliori di quelle dell’indice benchmark di riferimento, ma si limitano a replicarle. Quindi il tuo intermediario non cercherà di superare il rendimento ottenuto dal FTSE All Share ma farà in modo di farti ottenere le stesse performance di quell’indice. Questo comporterà costi inferiori.

Quando compri uno strumento passivo come un ETF, sai sempre cosa stai comprando. Conosci l’indice benchmark che sta replicando e puoi seguirne l’andamento in qualsiasi momento. Inoltre puoi decidere di comprare o vendere un ETF come faresti con una semplice azione, anche se, per il numero degli ETF quotati su Borsa Italiana e le variabili da considerare, è sempre meglio chiedere l’aiuto di un professionista.

Come riportato da Borsa Italiana, uno dei vantaggi degli ETF è la trasparenza: «Gli ETF, replicando un indice notorio di mercato, consentono agli investitori di essere perfettamente consapevoli del portafoglio titoli a cui sono esposti. Gli ETF hanno inoltre un prezzo che si aggiorna in tempo reale in funzione dell’andamento delle componenti dell’indice di riferimento e quindi l’investitore è costantemente a conoscenza della valorizzazione del proprio investimento in ETF, anche grazie alla pubblicazione giornaliera del valore ufficiale dell’ETF (NAV)».

Esistono gestori di esperienza, davvero bravi nel loro lavoro di gestione attiva. Ma va detto che all’interno di questo gruppo vi sono enormi differenze in termini di performance ottenute mentre con un investimento a gestione passiva le performance sono tendenzialmente le stesse dell’indice che si sta replicando.

Anche su fronte dei prodotti, ne esistono di buoni e cattivi, sia nell’universo degli investimenti a gestione passiva che in quello a gestione passiva. Per questo prima di investire è meglio chiarire ogni dubbio in merito. Il processo di selezione dei titoli migliori non è affatto semplice, sia che si tratti di fondi che di ETF.


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