Rischio di credit crunch, ovvero di contrazione del credito in Italia? Dopo tutti i soldi che la Bce di Mario Draghi ha elargito alle banche, l’erogazione dei prestiti è ben lontana dall’essere scontata.

Tutt’altro. Da una indagine sul credito bancario in Italia, portata avanti da Bankitalia nell’ambito di un’analisi condotta dalla Banca centrale europea, risuolta che l’offerta del credito da parte degli istituti italiani potrebbe diventare più rigida nel quarto trimestre del 2016.

Per il quarto trimestre, la domanda delle imprese resterebbe invariata mentre aumenterebbe ulteriormente quella delle famiglie. Il tutto mentre arriva l’avvertimento su una possibile restrizione di credito nel quarto trimestre.

Un periodo di incertezza iniziato nel 2012 che ha avuto come effetto un forte calo delle obbligazioni detenute nel portafoglio delle famiglie italiane e che si è acuito con la fine del trattamento fiscale di favore e l’arrivo del bail-in, che nel nostro paese ha visto l’azzeramento dei titoli subordinati delle 4 banche.

A marzo 2016, il peso delle obbligazioni bancarie sulla ricchezza finanziaria delle famiglie era tornato sotto il 5%. Circa il 40% dei titoli bancari detenuti a maggio 2016 scadrà entro il 2017; il 90% entro il 2020. In assenza di nuovi acquisti, la loro quota scenderebbe a meno dell’1 per cento della ricchezza finanziaria del settore.

Le famiglie italiane detengono in portafoglio obbligazioni bancarie per poco meno di 200 miliardi. Di queste circa 28 miliardi sono i bond subordinati. Questi ultimi sono diventati più rischiosi dopo la risoluzione delle quattro banche nel novembre del 2015, che ha portato all’azzeramento dei titoli subordinati detenuti anche dai risparmiatori retail. Da un diagramma per anno di scadenza contenuto nel lavoro, emerge che dopo il 2020 la quota in scadenza dei bond subordinati, sul totale delle obbligazioni bancarie in scadenza, sale in modo esponenziale: è più di un terzo del totale. Tra quest’anno e il prossimo, invece, nota lo studio pubblicato sulla collana della Banca d’Italia, scadrà circa il 40% dei 200 miliardi di obbligazioni (ordinarie, strutturate e subordinate) detenute nei portafogli delle famiglie italiane, ma di queste solo il 2% e’ rappresentato da subordinati. La percentuale di bond bancari subordinati in scadenza aumenta solo nel 2018 per poi ridursi nuovamente nel 2019. Il lavoro osserva, inoltre, come negli ultimi quattro anni, anche per le modifiche della tassazione, le famiglie abbiano effettuato vendite nette di bond bancari per 205 miliardi


0 commenti

Lascia un commento