Per ETF, fondi comuni e comparti di Sicav non esiste il rischio di insolvenza legato all’emittente.

Crisi Deutsche Bank, una situazione patrimoniale incerta e un’eccessiva esposizione ai derivati, pari a duemila volte la capitalizzazione di mercato dell’istituto. Situazione che spaventa in molti.

Ma per ETF, fondi comuni e comparti di Sicav non esiste il rischio di insolvenza legato all’emittente.

A scoperchiare il vaso di Pandora quest’estate sono stati gli stress test della FED, nonché l’intervento del Fmi che denuncia una situazione pericolosa non solo per l’istituto ma per il sistema finanziario globale.

Deutsche Bank sarebbe “il più rilevante contribuente netto ai rischi sistemici, tra le banche di rilevanza sistemica globale”; ma questo non significa sia destinata al fallimento.

Tuttavia gli investitori devono essere pronti a tutto, soprattutto quelli più esposti perché privi di un portafoglio di investimenti diversificato.

Il titolo crolla, la stampa specula sulla possibilità di un fallimento e gli investitori  temono il peggio. Ma chi ha investito in ETF può stare tranquillo perchè gli ETF, insieme ai fondi comuni e ai comparti Sicav, sono infatti gli unici strumenti di investimento immuni al rischio fallimento della società emittente.

 

Il patrimonio in gestione degli ETF è infatti custodito da una banca depositaria esterna alla banca emittente, che secondo quanto stabilito da Banca d’Italia, deve avere una dotazione patrimoniale superiore ad una prestabilita soglia minima.

Per definizione, la banca depositaria si occupa quindi della custodia del patrimonio e garantisce i criteri di separatezza contabile, nonché i principi di correttezza e di trasparenza amministrativa.

In questo modo il patrimonio della banca emittente sarà separato da quello della depositaria e anche in caso di fallimento dell’emittente.


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