In banca è sempre più facile trovare il promoter finanziario che propone diamanti come investimento sicuro, sono considerati bene rifugio per eccellenza. Ma spesso i prezzi sono gonfiati e le banche non ci dicono che il prezzo che paghiamo per acquistare il diamante è il doppio del valore di mercato. Questo può comportare un altissimo rischio per gli investitori.

In questo caso è vero il detto “un diamante è per sempre!”

Quindi non tutte le banche sono trasparenti in questo genere di investimenti.

Ne ha parlato di anche un noto programma televisivo della Rai: “Report”. Tra i punti che hanno giustamente destato maggiore clamore, la vendita di diamanti condotta da alcuni importanti banche italiane, capaci di vendere un diamante del valore di 1.700 euro a 7.016 euro. Un prezzo troppo elevato che porta l’investitore quasi sempre a non riuscire a rivendere il diamante acquistato, se non alla stessa banca ad un prezzo inferiore.

Prima di investire devi essere consapevole del funzionamento e dei rischi del tuo investimento. Mai spendere i tuoi soldi in strumenti o investimenti la cui trasparenza in merito a costi e rischi appare poco chiara ed esaustiva.

L’evoluzione dei mercati e dei prodotti finanziari permette oggi di investire nel lungo termine diversificando, quindi contenendo i rischi e aprendo a un numero più vasto di opportunità (vediETF, o fondi comuni).

Il diamante è considerato la pietra più preziosa in commercio. Esattamente si tratta di un minerale naturale composto esclusivamente da carbonio cristallizzato e noto ai geologi per essere il più duro minerale esistente sul pianeta Terra.

Il più desiderato gioiello tra le donne. Esistono giacimenti in India, Sud America, Brasile e infine in Sud Africa dove attualmente si estraggono, spesso senza controllo, il maggior numero di diamanti al mondo. Oggi questo prezioso minerale non rappresenta più solo un oggetto di grande valore e bellezza ma è entrato a far parte del mondo degli investimenti finanziari. Le più importanti borse di diamanti con sede a Londra, Anversa e New York forniscono in tempo reale le variazioni di quotazione del gioiello sulle quali, di solito, non sono previsti slittamenti giornalieri.

L’alto valore del diamante deriva dalla difficoltà di reperirne in larga scala: vale la regola che meno se ne trovano e meno ce ne sono in commercio e, per contro, più valgono. Investire in diamanti sembrerebbe, quindi, in prima analisi, un investimento abbastanza sicuro per quel che riguarda la garanzia del mantenimento del valore nel tempo. E ad oggi, considerato l’elevato rischio degli investimenti azionari, l’insicurezza dei rendimenti obbligazionari e in generale la difficoltà a ottenere buoni rendimenti, investire in diamanti può sembrare qualcosa di più allettante rispetto alle tradizionali formule di risparmio o di investimento finanziario. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i rischi concreti.

Non tutti i diamanti hanno valore finanziario ma esclusivamente quelli che possiedono un certificato di autenticità che viene rilasciato, ad esempio, in Italia, da un istituto gemmologico come l’Istituto gemmologico italiano con sede a Roma. Il certificato garantisce che il diamante, con un peso che varia da mezzo carato ( 0,100 gr) a 2 carati (0,400 gr) sia perfetto nelle sue “4C”: carat, clarity, color, cut ovvero peso, purezza, colore e taglio.

Il diamante riceve un punteggio in base al suo carato ma il suo valore aumenta in maniera esponenziale all’aumentare del suo peso; questo significa che 4 diamanti ciascuno del peso di 1/4 di carato valgono insieme quanto 1/4 del valore di un unico diamante da 2 carati. Esso viene classificato in più o meno raro in base al colore, identificato nella purezza per la presenza o meno di componenti al suo interno e per il taglio che parte dal presupposto che il diamante debba riflettere la luce da ogni porzione di spettro per poi rimandarla verso l’alto e spiccare così in lucentezza e brillantezza.

Dopo essersi accertati che il diamante è qualificabile in tali termini è importante sapere che viene quotato in borsa in dollari americani e che un eventuale conversione da dollari in euro, ad esempio, può rappresentare una fonte di rischio. Investire in diamanti non contempla un tipo di opzione speculativa, questa materia prima tende generalmente ad aumentare il suo valore in modo quasi costante e a conservare al suo interno il denaro investito e viene pertanto identificato, così come l’oro, come un “bene rifugio”.

L’investimento in diamanti non è un investimento di natura finanziaria e per questo è al di fuori dalla disciplina in materia della Consob. Non esiste alcun istituto bancario che regolarizza o accetta lo scambio di questo bene così come accade, invece e in modo costante per l’oro e quindi, aldilà dell’indiscutibile preziosità del diamante, può risultare complicato rivenderlo al prezzo del suo valore effettivo correndo il rischio di una svendita più o meno consistente.

Evitare questo rischio significa altrimenti attendere pazientemente che il valore del diamante abbia superato almeno di un 20% il valore al suo momento dell’acquisto così da assorbire qualsiasi perdita in fase di rivendita; in poche parole ciò significa un’attesa di almeno 20 anni. Si precisa inoltre che è molto più semplice riuscire a rivendere i diamanti che hanno un peso minore e che valgono relativamente anche molto meno, rispetto ad un diamante da 2 carati il cui valore monetario è altissimo e di gran lunga superiore a quello dell’oro, ma che rimane estremamente difficile da rivendere sul mercato. Esiste sicuramente la possibilità di proporre i diamanti a collezionisti privati ma si tratta di un mercato specifico, che richiede una certa esperienza e conoscenza accurata della materia prima oggetto dello scambio, un mercato all’interno del quale non può di certo muoversi con dimestichezza un investitore medio un po’ inesperto.

Investire in diamanti è un’operazione affascinante ma si presuppone che dall’altra parte ci sia un investitore con un alto potenziale di acquisto che intende diversificare le sue forme di investimento e optare in parte o per tutto verso un investimento di lungo periodo. Non è trascurabile neanche la formula di conservazione del diamante stesso; non essendo riconosciuto come strumento finanziario esso non riceve le tutele e le garanzie riservante agli altri strumenti finanziari riconosciuti come tali e questo rappresenta un ulteriore rischio che grava sulle spalle dell’investitore. La migliore prospettiva per un investitore che decide di investire il suo denaro con l’acquisto di diamanti, è quella, intanto, di cercare di acquistare il diamante ad un prezzo il più vicino possibile al valore reale della pietra.


0 commenti

Lascia un commento