Gli italiani in materia di educazione finanziaria sono estremamente indietro rispetto agli altri paesi europei.

Giovani e meno giovani, studenti e lavoratori, sono ignoranti in materia finanziaria e la cosa preoccupa non poco. Fortunatamente ce ne stiamo accorgendo e, in maniera più o meno spontanea, s’inizia ad attribuire all’educazione finanziaria il giusto peso.

Manca tuttavia una strategia nazionale in materia, indispensabile per sviluppare questo delicato tema in modo omogeneo e razionale. Le esperienze di Olanda e Gran Bretagna, primi paesi europei ad avere una strategia nazionale di educazione finanziaria, insegnano.

In un mondo dove tutto scorre sempre più velocemente, le competenze economiche e finanziarie sono una componente indispensabile per accrescere il benessere dei singoli e favorire i comportamenti più virtuosi delle famiglie. Elementi, questi, che contribuiscono alla crescita sostenibile dell’intera economia, cosa che l’Italia, in questo momento più che mai, ha assoluto bisogno.

Tutti abbiamo bisogno di certezze quando si tratta di maneggiare i nostri risparmi e, in un contesto caratterizzato dalla complessità dei sistemi finanziari e dalla sfiducia diffusa dettata dalle recenti vicende bancarie, l’educazione finanziaria assume carattere prioritario.

Significativa, dunque, è stata la celebrazione della “Giornata Europea dell’Educazione Finanziaria”, che ha evidenziato l’importanza della materia nell’ambito della formazione e dell’educazione civica degli studenti italiani.

Il progetto della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, è rivolto sopratutto agli studenti, infatti, sono “cittadini economici” e “la gestione consapevole dei soldi è fondamentale” anche quando si parla di piccole somme.


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