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Tria sdrammatizza stime Commissione: “previsioni politiche più che economiche”

Tria sdrammatizza stime Commissione: “previsioni politiche più che economiche”
Quella della Commissione Ue sul deficit ‘mi sembra più che una previsione economica una previsione politica ma in ogni caso non drammatizzerei’. Così il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, parlando ieri a margine del Forum di Parigi, che non si dice sorpreso delle previsioni pubblicati ieri da Bruxelles sull’economia italiana.  Tria ha detto che le stime di Bruxelles “corrispondono alle previsioni già fatte nel nostro Def, quindi ce l’aspettavamo, mi pare che saranno confermate”.
“Sembra ci sia leggermente meno ottimismo per l’anno prossimo ma dal punto di vista delle previsioni, con gli errori di stima, è quasi identico. Tengo anche presente che nelle previsioni della Commissione Ue non si è tenuto conto, perché sono state chiuse prima, dei dati del primo trimestre del Pil italiano che non erano negativi”
Per quanto riguarda il deficit, secondo Tria le stime
“sono sostanzialmente uguali, tranne che per l’anno prossimo ma lì c’è il problema di una vecchia discussione con la Commissione Ue: loro fanno le previsioni a politiche invariate. In genere per politiche invariate s’intende a legislazione invariata e quindi c’è il problema dell’Iva. Loro intendono che cosa si è fatto negli anni passati, dove l’aumento dell’Iva non è stato applicato. Ma forse devono considerare che nella risoluzione del Parlamento al Def si chiede di non aumentare l’Iva e si chiede di mantenere gli obiettivi di deficit pubblico, quindi quando si decidono quali sono le politiche invariate, bisognerebbe tener conto di questo’.
Considerazioni analoghe sono arrivate dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte:
“Le stime economiche di primavera della Commissione europea sull’Italia sono “ingenerose e pregiudizialmente negative”, secondo Conte. “Le previsioni della Commissione Ue mi sembrano a dir poco ingenerose perché lo 0,1 [di crescita del Pil] che ci viene accreditato, tenuto conto del dato uscito dal primo trimestre, significa che non cresceremo più e che le misure che abbiamo adottato con la manovra economica, decreto crescita e sblocca cantieri non consentiranno nessuna prospettiva di crescita economica”.
Confcommercio: “Confermata stagnazione”
I dati della Commissione non sorprendono invece Confcommercio.
“Nessuna sorpresa dalle valutazioni della Commissione europea sulle prospettive economiche e di finanza pubblica per il nostro Paese. Le previsioni, anzi, appaiono datate in quanto le elaborazioni non tengono conto del dato provvisorio dell’Istat sul primo quarto dell’anno in corso (+0,2% congiunturale, sopra le attese della stessa Commissione)” ha sottolineato l’Ufficio Studi dell’associazione in una nota. “E’ altrettanto evidente – prosegue la nota – che, al di là dell’errore statistico, si conferma una ripresa inesistente e la necessità, con la prossima legge di bilancio, di neutralizzare le clausole Iva, appostare risorse per spese indifferibili, rispettare un equilibrio minimo dei conti pubblici. A tal proposito, immaginare che dopo l’estate una nuova Commissione eventualmente sostenuta da un Parlamento meno incline al rispetto del fiscal compact possa condividere obiettivi di indebitamento netto più vicini al 4% piuttosto che al 3%, sarebbe una pericolosa illusione”.
 
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