“Tre segnali prima di passare a una visione ribassista”
Al momento l’indice S&P 500 è in calo dello 0,52% rispetto a inizio anno: la correzione subita dai listini americani nel corso delle ultime settimane ha dunque sollevato nuovi interrogativi sul futuro andamento dei mercati. Tony Dwyer, capo strategist di Canaccord Genuity, è fra gli analisti meno preoccupati circa la possibilità che il 2019 possa rivelarsi un anno negativo per le Borse.
“Sono stato uno dei più grandi tori durante questo intero ciclo”, ha detto Dwyer a Cnbc, “continuerò a esserlo finché non si invertirà la curva dei rendimenti, non si sarà bloccato il credito e la Fed non ci avrà portato in recessione. Ma a questo non siamo ancora arrivati”.
E ancora: “Questa è stata una delle correzioni più forti che abbiamo visto in termini di quanto è stato rapido il declino”, ha aggiunto, “siamo in procinto di testare nuovamente questi minimi“.
Secondo Dwyer non sarebbe ancora il momento per passare a una visione ribassista sull’andamento di Wall Street: la previsione di fine anno dell’analista, rivista al ribasso a fine ottobre, resta di 2.900-2.950 punti. Il che implicherebbe un rally vicino al 10% rispetto ai livelli odierni.
Per quanto riguarda il 2019, invece, Dwyer ha previsto un target a 3.200 punti, cioè un rialzo del 20% dai livelli attuali. Il chief strategist ha poi precisato che il percorso di rialzo potrebbe essere accidentato: “Non dico che ogni movimento da qui in poi sarà puntato verso l’alto”, ma la prospettiva dei trend storici sembra suggerire che le perdite delle ultime settimane potranno essere recuperate.
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