Si ferma la locomotiva tedesca: Pil a zero per colpa del settore auto
È ufficiale: l’economia tedesca è entrata in fase di stagnazione. La conferma è arrivata oggi con la diffusione della lettura finale del Pil dell’ultimo trimestre del 2018, periodo durante il quale la crescita è stata pari a zero. Vengono così ribadite le stime preliminari e dunque la debolezza della prima economia della zona euro.
L’Ufficio statistico federale tedesco (Destatis) ha inoltre confermato la contrazione dello 0,2% registrata nel terzo trimestre dopo la crescita dello 0,5% e dello 0,4% riportata nei due trimestri precedenti (rispettivamente il secondo ed il primo).

Anche su base annua, l’economia ha messo il freno a mano, rallentando allo 0,9% dall’1,1% del terzo trimestre e dal +2,3% del secondo.
“Nell’anno, la crescita del PIL è in crescita dello 0,9% (non destagionalizzato). Più interessante, le componenti di crescita mostrano in realtà un’economia che funziona su quasi tutti i settori. I consumi privati ​​sono cresciuti del 0,2% su base trimestrale, la spesa pubblica è salita del 1,6%. In aumento anche gli investimenti, che hanno segnato un rialzo dello 0,9%” ha notato Carsten Brzeski, capo economista di ING, aggiungendo che, “Poiché nessuna delle componenti tradizionali della crescita è negativa, sorge la domanda perché l’economia è ancora sull’orlo di una recessione? La risposta è chiara: il settore automobilistico sta ancora bloccando la strada a un rimbalzo”.

 
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