L’anticipo pensione non può essere richiesto dai cattivi pagatori, da chi ha debiti superiori a una determinata soglia o da chi ha una pensione bassa.

L’anticipo pensione, che consente l’uscita dal lavoro a 63 anni di età, viene negato ai lavoratori economicamente più deboli e per coloro che non hanno debiti.

Non può richiedere la misura, difatti, chi ha una pensione bassa, chi ha debiti pregressi che, insieme all’Ape, incidono sulla pensione al di sopra di un certo limite, chi ha subito pignoramenti, protesti o è un cattivo pagatore.
Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quali sono i lavoratori esclusi dall’Ape volontaria.

Come funziona l’anticipo pensione

Si tratta di un assegno che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dalla data della domanda) sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia. Questo anticipo della pensione è ottenuto attraverso un prestito bancario e deve dunque essere restituito, una volta liquidata la pensione. L’ammortamento del prestito è pari a 20 anni: la pensione, peraltro, non è penalizzata solo dalle rate di restituzione del prestito, ma anche dal pagamento di un’assicurazione obbligatoria contro il rischio di premorienza del pensionato e di un contributo al fondo di garanzia.

È stato calcolato che, mediamente, la penalizzazione sulla pensione sarà pari a quasi il 5% per ogni anno di anticipo, anche se previsioni più esatte potranno essere fatte soltanto dopo che sarà firmato l’accordo quadro con le banche e le assicurazioni per la definizione delle condizioni del finanziamento.

Anticipo pensione per chi ha debiti

Se chi ha richiesto l’anticipo ha, nei confronti di una banca o di un operatore finanziario, un’esposizione per debiti scaduti o sconfinanti (ossia superiori al fido concesso) e non pagati da oltre 90 giorni, l’Ape non può essere concessa, a meno che i debiti non siano estinti per qualsiasi causa.

Per chi ha avviato o è stato oggetto di procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento non è ugualmente possibile ottenere l’Ape, a meno che non sia stata chiusa la procedura di composizione della crisi.

L’Ape è negata anche a chi ha pignoramenti in corso, o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori, a meno che non siano trascorsi 36 mesi dalla chiusura infruttuosa della procedura esecutiva.

Anticipo pensione per cattivi pagatori

Niente Ape nemmeno per chi è registrato negli archivi della centrale rischi gestita dalla Banca d’Italia, oppure in un sistema di informazioni creditizie gestito da privati, a causa dell’inadempimento di uno o più prestiti, mutui o altri debiti.

Per ottenere l’Ape è necessario non avere protesti a proprio carico, a meno che non sia intervenuta la cancellazione dell’elevazione del protesto.

Niente anticipo pensionistico nemmeno per chi è registrato nell’archivio degli assegni bancari e postali e delle carte dì pagamento irregolari istituito presso la Banca d’Italia, denominato centrale di allarme interbancaria (Cai), a meno che non sia intervenuta la cancellazione della registrazione dall’archivio.

Non dimentichiamo, infine, che l’Ape non può essere concessa se il rateo dell’anticipo sulla pensione, da solo o assieme ad altri debiti pregressi supera il 30% della stessa. Non sarà facile, pertanto, ottenere l’anticipo per chi ha mutui o finanziamenti in corso.