Mercati: guerra dazi non è finita, Trump rovina la festa
Nonostante le rassicurazioni della Cina, che ha aperto alla possibilità di un accordo, le dichiarazioni che giungono dalla Casa Bianca non fanno ben sperare sull’esito della disputa commerciale tra le prime due potenze economiche al mondo.
Vanificate le speranze di una tregua duratura della guerra commerciale sino americana, Wall Street affonda dopo i guadagni della vigilia. Dopo che il presidente americano Donald Trump si è auto definito “l’uomo dei dazi” su Twitter (“I am a Tariff man“), la Borsa americana ha perso ampiamente terreno.
A pesare è stato in particolare l’andamento del settore dei trasporti (auto in primis), sulla scia delle conferme offerte dal consulente economico della Casa Bianca Larry Kudlow secondo cui se non viene raggiunto un accordo con la Cina entro 90 giorni, allora assisteremo a un’escalation del conflitto commerciale. Kudlow è entrato nel dettaglio delle misure che gli Usa potrebbero varare, tra cui un incremento dei dazi al 25% e altro ancora.
Con l’accrescere delle paure di una frenata dell’economia globale, gli investitori si rifugiano nel Treasuries Usa – anche in vista del nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve – ed è così che la curva dei rendimenti si appiattisce e in alcuni casi scende sotto lo zero (come nel differenziale tra due e tre anni e tra tre e cinque anni).
Oggi sul fronte macro l’attenzione è rivolta alle parole pronunciate da Mario Draghi nel giorno della riunione non monetaria della Bce, al Beige Book della Fed e agli indici Pmi dei servizi. Wall Street rimane chiusa come omaggio alla memoria dell’ex presidente Usa George H. W. Bush deceduto all’età di 94 anni.

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