L’ira di Trump contro GM: “taglieremo le sovvenzioni”
Non va proprio giù al presidente Usa, Donald Trump, la decisione di General Motors di chiudere cinque impianti in Nord America e di tagliare oltre oltre 14mila posti di lavoro.
“Gli Stati Uniti hanno salvato Gm, e questo è il grazie! Stiamo valutando il taglio di tutti gli aiuti a Gm, inclusi quelli per le auto elettriche”. E ha aggiunto: “Sono molto deluso per le chiusure degli impianti degli impianti in Ohio, Michigan e Maryland. Niente viene chiuso in Messico o Cina. Gm ha scommesso sulla Cina quando ha costruito nel Paese i suoi impianti (e anche in Messico). Non penso che sarà una scommessa che pagherà”.
La riposta di GM è arrivata tramite un comunicato stampa in cui il gruppo ha confermato che la società è
“impegnata a mantenere una forte presenza manifatturiera negli Stati Uniti” e ha osservato che “molti dei lavoratori statunitensi colpiti da [chiusure di impianti] avranno l’opportunità di passare in altre fabbriche GM”.
E ancora:
“Apprezziamo le azioni intraprese da questa amministrazione per conto dell’industria per migliorare la competitività complessiva dell’industria manifatturiera degli Stati Uniti”, ha affermato la società, senza affrontare direttamente la minaccia di Trump di revocare le sovvenzioni.
Pesanti le ripercussioni in Borsa delle parole di Trump. Il titolo General Motors ha chiuso le contrattazioni con perdite superiori al 3%.
Due giorni fa colosso automobilistico americano ha annunciato che, senza un accordo con il sindacato, licenzierà 14.700 operai e operai impiegati in Nord America e avvierà la chiusura di cinque impianti di assemblaggio. La decisione presa a Detroit punta a ristrutturare le attività produttive riducendo i costi, per concentrarsi maggiormente sui veicoli autonomi ed elettrici.
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