Da Deutsche Bank miliardi a Trump, nonostante conti “gonfiati”
La banca tedesca Deutsche Bank avrebbe prestato a Donald Trump oltre 2 miliardi di dollari nel corso di due decenni mentre lavorava come imprenditore immobiliare. È quanto scrive il New York Times citando colloqui con funzionari bancari, che hanno confermato numerosi prestiti concessi al tycoon nonostante i “segnali di allerta” sui suoi affari.
Sempre secondo quanto riporta il quotidiano americani, il presidente Usa avrebbe mentito sulla sua ricchezza pur di ottenere un finanziamento da 500 milioni per la costruzione di un grattacielo a Chicago.

Per ottenere il prestito, Trump avrebbe corteggiato i banchieri con lussuosi viaggi a bordo del suo jet privato. Il copione si sarebbe ripetuto nel 2010 quando Trump tentò di acquistare per 100 milioni di dollari il Doral Golf Resort and Spa. Anche in quell’occasione, la banca finanziò l’operazione pur avendo verificato che Trump aveva gonfiato del 70% il valore dei suoi asset.
Le nuove rivelazioni sono in linea con le dichiarazioni rilasciate dal suo ex avvocato Micheal Cohen, durante la sua recente audizione pubblica in Congresso e si  aggiungono a quelle di pochi giorni fa pubblicate da Bloomberg, secondo cui  Deutsche Bank, dopo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, avrebbe preso in considerazione una ristrutturazione del debito concesso alla Trump Organization.

Lo scopo sarebbe stato quello di evitare il rischio di un default sui 340 milioni di dollari concessi in finanziamenti, nel periodo in cui Trump sarebbe stato alla Presidenza degli Stati Uniti.
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