Case di lusso, per gli ultra-ricchi la segretezza è un must
Gli annunci sono lo strumento più comune per comprare o vendere casa – a meno che non siate tanto fortunati da volerne acquistare una da diverse decine di milioni di euro. In questi casi, infatti, una lunga serie di ragioni spingono tanto i venditori quanto i compratori a ricercare innanzitutto la discrezione; chiamando in causa, in alcuni casi, anche la privacy offerta dalle società off-shore. E’ quanto racconta un approfondimento del Financial Times che ha compiuto una ricognizione degli agenti immobiliari specializzati nella compravendita di immobili di altissimo pregio.
Secondo quanto affermato da Tim Macpherson, un agente della Carter Jonas, molti acquirenti nel suo mercato, non considererebbero nemmeno una casa che sia mai stata pubblicizzata online. E non è raro che chi acquista con tutte queste precauzioni si premuri anche di attrezzare la casa affinché sia mantenuto il segreto intorno all’identità degli occupanti.
 
Perché darsi tanto da fare per nascondere l’acquisto e il possesso di questi immobili? Una ragione appare ovvia: non tutti gli acquirenti sarebbero in grado di spiegare alle autorità le fonti legali di tali ricchezze. E a complicare la vita di questa categoria è intervenuta una stretta da parte delle autorità britanniche, che dal gennaio 2018 possono chiedere spiegazioni ai proprietari di beni del valore di 50mila sterline o superiori, nei casi in cui i redditi dichiarati non risultino compatibili. La National Crime Agency quest’anno ha preso di mira la proprietaria di un campo da golf da 10,5 milioni di sterline, regalando “un brivido” a tutti i potenziali compratori di lussuose proprietà londinesi, stando a quanto hanno raccontato al Ft gli operatori del settore.
 
Un’altra necessità di segretezza può essere imposta dalle leggi del Paese d’origine del compratore, ha spiegato MacPherson compreso “il fatto che possano tenuto soldi fuori dal loro Paese per decenni” e che “ora a causa di un nuovo regime politico o fiscale” debbono fare i conti con  “nuove restrizioni sul trasferimento di denaro dall’estero”.
L’ultima ragione riguarda addirittura il nuovo clima politico, di stampo populista. “La gente non vuole che il mondo intero sappia che stanno vendendo qualcosa per 40 milioni di sterline. . . le persone che spendono molti soldi in questo clima attuale sono consapevoli dell’opinione pubblica”, ha detto un’altro agente del settore.
Preso atto delle crescenti diseguaglianze, e del risentimento sociale che da esse deriva, non resta che nasconderne i benefici agli occhi dell’uomo comune.
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