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BTP 50 anni: conviene al piccolo risparmiatore?

BTP 50 anni: conviene al piccolo risparmiatore?
Caratteristiche, rendimenti e rischi del BTP 50 anni.
Nelle settimane scorse ha fatto notizia il collocamento da parte del Tesoro italiano del BTP 50 anni.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emesso il suo primo BTP a tasso fisso con scadenza 1° Marzo 2067 e cedola annua del 2,80%.
Ma il BTP 50 anni è vantaggioso? Non esiste una risposta univoca, ma cerchiamo di fare il punto.

Caratteristiche del BTP 50 anni.
Il BTP è stato collocato ad un prezzo di 99,194 con un rendimento lordo pari al 2,85%. Il rendimento a scadenza (YTM) è del 3,20%.
Data la duration particolarmente lunga (26,80 anni), la sua rischiosità da un punto di vista di tasso è elevata.
Il merito creditizio è Investment Grade, avendo un rating pari a BBB -.
Il rischio di credito.
L’investimento obbligazionario presenta diversi rischi, che spesso si tende a dimenticare o sottovalutare. Uno tra questi è sicuramente il rischio di credito, legato alla possibile inadempienza del debitore (in questo caso lo Stato Italiano) verso i suoi obblighi di pagamento di interessi e/o di rimborso del capitale.
In sostanza il debitore potrebbe non essere in grado di rimborsare quanto dovuto agli investitori.
Il Grafico 1, mostra come durante la crisi del debito sovrano italiano, nel 2011, lo spread tra BTP 2037 e BUND Tedesco 2037 abbia subìto un importante allargamento, determinato sostanzialmente dal deterioramento della fiducia verso l’Italia, certificato anche dal declassamento del rating S&P fino all’ultimo gradino della scala Investment Grade (BBB-*).
SPREAD BTP 2037 – BUND 2037
 
Grafico 1: Anno 2011. Fonte: Bloomberg
Contestualmente, come si evince dal Grafico 2, i prezzi delle obbligazioni italiane sono crollati.
Aspetto non trascurabile se intendi investire i tuoi risparmi…
PREZZO BTP 2037
Grafico 2: ISIN: IT0003934657 – Anno 2011. Fonte: Bloomberg
 
Rischio di tasso.
Le obbligazioni a lunga scadenza espongono a un rischio di tasso non indifferente.
Nel Grafico 3, si vede come il BTP 2037 abbia avuto un crollo dei prezzi nel periodo da Gennaio a Luglio 2006, a seguito di un innalzamento dei tassi di interesse di circa lo 0,50%.
PREZZO BTP 2037
Grafico 3:ISIN: IT0003934657 – Anno 2006. Fonte: Bloomberg
L’obbligazione, avendo una duration lunga, è più sensibile alla variazione dei tassi di interesse.
Inoltre va presa in considerazione l’eredità del QE (Quantitative Easing), ossia un probabile innalzamento dei tassi di interesse nei prossimi 5-10 anni con conseguenti perdite in conto capitale da non sottovalutare.
L’impatto sarà tanto più importante quanto più lunga sarà la scadenza.
Per un piccolo risparmiatore, nel 2019, conviene investire in un BTP a 50 anni?
Apprezzate non solo dagli emittenti, ma anche dai potenziali sottoscrittori (soprattutto istituzionali) come fondi pensione o assicurazioni, le obbligazioni a lunghissima scadenza hanno riscosso un discreto successo in questi ultimi mesi.
Ma per un piccolo risparmiatore avere in portafoglio degli strumenti con scadenze così lunghe (2025, 2037, 2067) può davvero aver senso?
Le criticità come il rischio di credito o il rischio di tasso esistono e possono intaccare negativamente il prezzo dell’obbligazione nel tempo.
Certo, per limitarle bisognerebbe acquistare oggi un titolo a reddito fisso e detenerlo fino a scadenza ma quanti investitori italiani hanno un orizzonte temporale d’investimento di 50 anni?
E l’inflazione? Il 2.80% di rendimento con crescita dei prezzi di beni e servizi prossima allo 0% è una cosa, ma se negli anni salisse avvicinandosi a quella desiderata e continuamente ricercata dalla BCE (2%)?
E anche ammesso che l’inflazione non salga e che l’investitore abbia 50 anni di orizzonte temporale, siamo davvero sicuri che al BTP non possa essere preferito un portafoglio multiasset, diversificato e ribilanciato periodicamente al modificarsi delle condizioni di mercato?
L’ articolo BTP 50 anni: conviene al piccolo risparmiatore? è tratto da MoneyFarm