Elezioni Europee: altro che terremoto, populisti sono in minoranza
La rivoluzione del buon senso l’ha chiamata Matteo Salvini ieri in conferenza con Marine Le Pen tracciando le alleanze in vista delle elezioni europee del 2019. Dopo il premier ungherese Orban, il vicepremier italiano conferma l’alleanza con la leader della destra francese a capo del Rassemblement National francese. Obiettivo ampliare i confini della forza d’urto populista per centrare l’obiettivo di una grande affermazione elettorale alle elezioni europee di maggio 2019.
Condivido con Le Pen valori, principi, coerenza orgoglio. A fine maggio avremo la rivoluzione del buon senso. Condividiamo la stessa idea dell’Europa, dell’agricoltura, del lavoro, della lotta all’ immigrazione. Siamo contro i nemici dell’Europa che sono Juncker e Moscovici, chiusi nel bunker di Bruxelles”.
Sulla stessa idea Marine Le Pen.
L’Ue ha calpestato i valori della solidarietà: ora siamo in un momento storico. A maggio riusciremo ad arrivare a un’Unione che parta da nuovi valori contro la mondializzazione. E’ una lotta che portiamo avanti con Matteo Salvini convinti della necessità di un’alternanza in Europa (…) Siamo dei paladini delle Nazioni, ma poi lavoreremo per creare un parlamento dell’Ue in cui esista l’alternanza. Non possiamo pensare che Ppe e Pse impongano loro i rappresentanti. Una alternanza nel rispetto delle identità della nazioni.
Il leader della Lega Matteo Salvini vuole la Lega delle Leghe e potrebbe farci finire dentro gli austriaci del Partito delle Libertà di Heinz Christian Strache, oggi al governo con il popolare Kurz, i belgi del Vlaams Belang, gli estremisti in espansione di AfD, l’ alternativa per la Germania. Oggi però la doccia fredda arriva da un sondaggio ancora riservato di Politico.eu secondo cui in realtà messe insieme tutte le forze populiste a maggio del 2019 possono arrivare al massimo a 210 seggi sui 751 dell’ Europarlamento.
“Visto però che si tratta di realtà diverse in tre gruppi differenti, e non per forza di cose dialoganti, la stima realista scende a 175 seggi, a 200 scranni dalla maggioranza. Sarebbe la seconda compagine dell’ emiciclo dopo i popolari, ma solo se fosse unita. Cosa su cui, adesso, nessuno scommette”.
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