È possibile anticipare la pensione per chi assiste figli piccoli o familiari disabili? Come richiedere Anticipo pensione per assistenza familiari?

Si tratta dell’Ape sociale, della pensione anticipata per i lavoratori precoci, e dei contributi figurativi per il periodo di assenza per l’assistenza del figlio o del disabile.

Non tutti i lavoratori hanno diritto alle stesse agevolazioni in materia di anticipo pensione per assistenza familiari: chi non ha contributi prima del 1996, ad esempio, non può richiedere la pensione anticipata precoci. Al contrario, chi possiede contributi prima del 1996, non può chiedere l’accredito figurativo, ai fini della pensione, delle assenze dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli fino ai 6 anni, e per i periodi di assistenza di familiari disabili.

Pensione Anticipata per chi assiste familiari disabili

Chi assiste un familiare disabili (caregiver) rientra tra le categorie di lavoratori che possono pensionarsi a 63 anni con l’Ape sociale. Nel dettaglio, per poter accedere all’Ape sociale, cioè all’anticipo pensionistico a carico dello Stato, in qualità di caregiver, bisogna soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere almeno 63 anni di età; questo requisito è innalzato a 63 anni e 5 mesi, dal momento che l’Ape sociale, che accompagna il lavoratore sino alla maturazione del requisito di età per la pensione di vecchiaia, può avere una durata massima di 3 anni e 7 mesi, e che l’età pensionabile, dal 2019, sale a 67 anni;
  • essere iscritto presso una delle gestioni facenti capo all’Inps (fondo pensioni lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, gestione separata dell’Inps);
  • possedere almeno 30 anni di contributi; ai fini del requisito contributivo contano anche eventuali contributi figurativi, come quelli relativi al congedo straordinario retribuito per assistere un familiare portatore di handicap grave; il requisito contributivo necessario per ottenere l’Ape sociale, peraltro, può essere raggiunto cumulando i contributi presenti in gestioni differenti, ad esclusione della contribuzione accreditata presso le gestioni previdenziali dei liberi professionisti (ad esempio Cassa Forense, Inarcassa, Cnpadc); possono poi essere computati anche i contributi accreditati per lavoro svolto all’estero, purché in un Paese facente parte dell’Unione Europea o che ha stipulato con l’Italia una convenzione in materia di sicurezza sociale;
  • assistere continuativamente, da almeno 6 mesi, un familiare convivente di 1° grado, oppure il coniuge o il partner dell’unione civile, portatore di handicap in situazione di gravità secondo la Legge 104 [1];
    dal 2018 possono accedere alla misura anche coloro che assistono continuativamente, da almeno 6 mesi, un disabile convivente portatore di handicap grave, se familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti;
  • non essere titolare di una pensione diretta;
  • non essere beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria;
  • aver cessato l’attività lavorativa; è comunque possibile rioccuparsi in seguito: l’Ape è difatti compatibile con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato entro 8mila euro annui e con la percezione di redditi da lavoro autonomo entro 4.800 euro annui.

Pensione Anticipata donne

Per le donne con figli, poi, è possibile beneficiare di uno sconto del requisito contributivo pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2. In pratica, le donne con un figlio possono ottenere l’Ape sociale con 29 anni di contributi, le donne che hanno dai 2 figli in su con 28.

I caregiver (cioè coloro che assistono un familiare disabile) che possiedono gli stessi requisiti previsti per i beneficiari dell’Ape sociale, possono aver diritto anche alla pensione anticipata per i lavoratori precoci.
Per questa pensione è richiesto il possesso di 41 anni di contributi (41 anni e 5 mesi dal 2019), e di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19° anno di età.
Non è però possibile usufruire di questa pensione se non si possiedono contributi previdenziali accreditati prima del 1996.

Chi non possiede contributi previdenziali accantonati prima del 1996 (assoggettati al calcolo esclusivamente contributivo della pensione), tuttavia, ha il vantaggio di aver diritto all’accredito di contributi figurativi per le assenze dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli fino ai 6 anni, sino a un massimo di 170 giorni per ciascun figlio.

Questi contributi servono a coprire i periodi di assenza ulteriori rispetto ai congedi di maternità e per malattia dei figli: possono essere accreditati, però, per i soli lavoratori dipendenti.

Un altro vantaggio, fruibile ugualmente dai soli aventi diritto al calcolo contributivo della pensione, consiste nella possibilità di ottenere l’accredito, ai fini della pensione, delle assenze dal lavoro per assistenza al coniuge, a un genitore o ai figli oltre il 6° anno di età, purché conviventi, nel caso in cui risultino portatori di handicap secondo la Legge 104.

Ricordiamo che l’handicap non deve essere confuso con l’invalidità: mentre quest’ultima è, nella generalità dei casi, la riduzione della capacità lavorativa, l’handicap è una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

I contributi figurativi per l’assistenza del familiare disabile possono essere riconosciuti entro 25 giorni complessivi l’anno, nel limite massimo complessivo di 24 mesi nella vita lavorativa.

Questi contributi coprono le assenze non retribuite per l’assistenza di un familiare disabile, e non vanno confusi con i contributi figurativi accreditati ai lavoratori che beneficiano dei permessi Legge 104 o del congedo straordinario.

Come ottenere i contributi figurativi

L’accredito dei periodi di assistenza ai familiari è gratuito e avviene solo su richiesta. Nel dettaglio, il lavoratore deve presentare un’apposita domanda al fondo o alla gestione pensionistica risulta iscritto all’inizio del periodo di assenza dal lavoro non retribuita. L’assenza dal lavoro deve poi essere certificata espressamente dal datore di lavoro di appartenenza.
Alla domanda devono essere allegate, oltre alla dichiarazione del datore di lavoro, la certificazione anagrafica dalla quale risulti il grado di parentela e la convivenza, assieme alla certificazione dell’handicap dell’assistito.
L’accredito dei periodi di assistenza figurativi è utile sia ai fini del diritto che dell’ammontare della pensione.

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