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I migliori e i peggiori Etp di Maggio 2017

Articolo tratto da www.morningstar.it

La fotografia mensile dell’industria dei fondi indicizzati (quotati e non) riserva  sempre qualche sorpresa e conferma ancora una volta la volatilità dei listini. Questi strumenti, infatti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Secondo i dati Morningstar, in maggio, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono quasi 20 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Il mondo degli Etp
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (Etp), il primo posto della classifica dei replicanti che hanno reso di più il merse scorso vede un prodotto esposto alla Borsa di Atene. Il mercato ha quindi reagito positivamente all’accordo trovato a inizio maggio tra Atene e i suoi creditori dell’area-euro e del Fondo monetario internazionale.

La Grecia ha accettato una serie di dure richieste dei suoi creditori, tra cui i tagli alle pensioni e l’aumento del limite di esenzione fiscale. L’accordo permetterà anche ai negozi e centri commerciali di poter lavorare la domenica in vari settori del paese. Se la Grecia raggiungerà gli obiettivi, il governo potrà attuare una serie di misure per alleviare l’austerità. L’intesa permetterà l’erogazione della prossima tranche del terzo piano di salvataggio da 85 miliardi di euro.

La Top 5 di maggio vede un fondo esposto al bestiame, già tra le migliori scelte del mese precedente, e tre Etf dedicati al settore europeo delle utility.

Nella Flop 5 del mese, invece, particolarmente male la performance di una commodity energetica come il gas naturale, che ha risentito della fine del periodo invernale e del rilancio dell’amministrazione Trump della produzione del petrolio di scisto dopo aver annunciato la probabile uscita dall’accordo di Parigi.

Il mondo dei fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), i mercati azionari dell’Eurozona e svizzero hanno segnato le migliori performance del mese. In particolare, in cima alla classifica troviamo un Etf “strategic beta” che replica il Citi Volatility Balanced Beta (VIBE) Equity Eurozone Net Total Return Index, un benchmark che riprende gli stessi componenti dell’indice S&P Euro 75, ma che li pondera a seconda del loro contributo alla volatilità totale del benchmark ogni trimestre, in modo il contributo sia uguale per tutti. Sostanzialmente, i tutoli più volatili vengono sottopesati e viceversa.

Male invece il mercato azionario russo, che paga la debolezza dei prezzi petroliferi, quello australiano e i bond britannici legati all’inflazione.

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