Dopo l’elezione del presidente degli Stati Uniti D’America, i mercati sono incerti,  a favore della valuta americana e di conseguenza a svantaggio di metalli preziosi e materie.

Sono cresciuti i timori che una riduzione delle tasse sui rimpatri di capitali verso gli Stati Uniti e i tassi di interesse più elevati, effetto delle politiche espansive del neo eletto presidente statunitense, portino a una fuga di capitali dall’Asia e dai mercati emergenti.

A Milano, le tensioni sul mercato dei bond, dove gli smobilizzi continuano a sconvolgere i piani degli investiori e dei gestori dell’obbligazionario, unite al nervosismo pre referendum costituzionale tengono lo spread tra Btp e Bund sopra 170 punti.

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