La BCE chiede un approccio graduale per la regolamentazione delle attività di  high frequency trading, temendo che regole più stringenti su queste modalità operative possano mettere a rischio i mercati finanziari.

L’high-frequency trading, che impiega computer super veloci e algoritmi che consentono una reazione alle informazioni di mercato con una velocità elevata, viene accusata di accentuare le oscillazioni del mercato penalizzando altri investitori inondando le piattaforme di trading con ordini che vengono immediatamente cancellati o non vengono eseguiti.

Secondo la Bce, che si pone come consulente per le istituzioni dell’Unione europea sulle tematiche finanziarie, regole eccessivamente stringenti possono comprimere la liquidità del mercato, riducendo la facilità di acquisto e vendita di asset finanziari a un prezzo stabile.

La Banca Centrale Europea dichiara: “I nostri risultati sarebbero a favore di una graduale applicazione della regolamentazione dell’attività ad alta frequenza. Misure più vincolanti … sembrano, alla luce del nostro studio, non ancora necessarie e dovrebbero essere utilizzate con attenzione in quanto il loro impatto negativo sulla liquidità del mercato, l’efficienza e la resilienza potrebbe essere dannoso per la stabilità finanziaria e la resilienza del mercato”.

 


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