Il mestiere del genitore è duro, difficile e lungo e non riguarda solo l’aspetto educativo, ma anche provare a dargli ottime possibilità per la sua affermazione sociale ed economica.

Per questo è molto importante risparmiare per la tutela dell’istruzione dei figli.

I soldi si sa, non bastano mai, e così tra mutuo, spesa e gasolio, resta poco da mettere da parte, eppure quel poco ci permette di fare buoni investimenti per risparmiare e tutelare l’istruzione dei figli.

Da scelta virtuosa a scelta obbligata, investire per i figli è diventato un fattore prioritario.

Come riportato sull’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2016, la percezione dei capifamiglia sulle prospettive economiche future è ottimistica. Per quanto difficile da credere, l’economia italiana, trainata soprattutto dalla dinamica positiva delle esportazioni, sembra riprendersi a poco a poco favorendo una rinnovata fiducia delle famiglie sull’economia italiana e sul proprio bilancio.

Un timido ottimismo, che tiene accesi i timori per il futuro dei figli, per quell’avvenire più lontano che costringe oggi a una gestione del risparmio più consapevole e ragionata.

Dunque l’imperativo per un buon capofamiglia è risparmiare per i figli e investire per il loro futuro.

Le motivazioni che hanno spinto gli italiani a risparmiare sono cambiate nel tempo ma tra queste i figli rimango saldi ai primi posti, insieme ai fini precauzionali e la vecchiaia.

È evidente come il clima di incertezza stia spingendo le famiglie verso una gestione del risparmio più prudente, accompagnata dalla ricerca di soluzioni di investimento di lungo termine che possano garantire ai propri figli un piccolo capitale dal quale attingere una volta diventati adulti.

Gli investimenti più diffusi dalle famiglie per creare un salvadanaio sono: i Libretti di risparmio, i Buoni fruttiferi postali e i Piani di Accumulo.

Ognuno caratterizzato da pro e contro, vanno valutati con cautela, senza dimenticare i costi di gestione.

Libretti di risparmio per tutte le fasi della crescita

Tra le soluzioni più classiche ci sono i libretti di risparmio, che aiutano a parcheggiare la liquidità, a fronte di costi di gestione assenti o tendenzialmente bassi. Si può versare e prelevare in qualsiasi momento ma il tasso di interesse che si ottiene con questo tipo di investimento è piuttosto basso.

Buoni fruttiferi postali fino ai 18 anni.

Strumenti cari ai risparmiatori italiani, che fino a qualche anno tempo fa riservavano lauti guadagni, i Buoni fruttiferi postali hanno perso oggi il loro appeal, insieme a qualche punto percentuale sui rendimenti. Ricordi i Buoni che a scadenza raddoppiavano o addirittura triplicavano il loro valore iniziale? Bene, dimenticali.

I Buoni Fruttiferi Postali dedicati ai minori (BFP Minori), hanno tassi che variano di anno e che a partire dal 18/02/16 variano dallo 0,25% lordo del primo anno e mezzo, allo 0,50% del diciottesimo anno. Si può sempre chiedere il rimborso anticipato ma il libretto è intestato a minore, servirà quindi l’autorizzazione del Giudice Tutelare!

Piani di accumulo del capitale (PAC).

Il Piani di accumulo permettono di investire periodicamente una piccola somma in Fondi o ETF. Attraverso un versamento minimo che di solito si aggira intorno a 100 euro/mese si investe su prodotti che riservano rendimenti variabili ma più consistenti rispetto ai cosiddetti “salvadanai” tradizionali.

Tra i vantaggi dei Piani di accumulo la rischiosità contenuta che deriva dalla diversificazione dell’investimento e dall’aumento del capitale dilazionato nel tempo e la flessibilità, ossia la libertà di disinvestire in qualsiasi momento.

Quanto costerà l’istruzione dei figli?

In un recente articolo del Corriere della Sera, si è calcolato come la laurea di un bambino che oggi fa la prima elementare potrebbe costare tra circa 13 anni (al suo primo anno accademico) mediamente intorno ai 40.000 euro tra corso di studi e spese per il soggiorno fuori sede, che diventano 100.000 se si sceglie la Bocconi e ci si deve mantenere a Milano.

Stando a casa, con mamma e papà e optando per l’università pubblica, il conto si fa meno salato, ma ammonterebbe comunque a circa 26 mila euro.

Insomma, quale che sia la soluzione scelta, la somma rimane ingente e cresce la necessità di rendere il futuro dei propri figli un po’ meno incerto attraverso soluzioni d’investimento sostenibili ma al contempo efficaci.