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Differenza tra ETF fisici ed ETF sintetici

In generale, gli Etf fisici replicano il benchmark comprando con lo stesso peso i titoli che compongono il paniere dell’indice di riferimento, mentre gli Etf sintetici, pur impegnandosi a replicare l’indice preso a riferimento, perseguono questo risultato utilizzando contratti derivati (gli swap).

Per permettere di riconoscere gli uni dagli altri occorre leggere il documento di quotazione, come recita la nota fornitaci dall’ufficio stampa della Consob: “L’obbligo di specificare nel documento di quotazione la modalità di replica dell’indice, se fisica o sintetica, è previsto dal Regolamento Emittenti adottato con delibera n. 11971/99, Allegato 1B, Schema 4

In caso di OICR indicizzato, specificare le modalità di replica – fisica o sintetica – dell’indice di riferimento.

Ecco due esempi, tratti da due documenti di quotazione, che mostrano come gli emittenti assolvono all’impegno alla trasparenza.

Etf fisico: “Per quanto riguarda la modalità di replica dell’Indice e, pertanto, al fine di conseguire l’obiettivo di investimento, il Fondo investe il proprio patrimonio in titoli fisici (non necessariamente quelli dell’indice) e si espone, in maniera residuale, ad un contratto derivato di scambio a termine (OTC swap) che ha lo scopo di riallineare sistematicamente il rendimento dei titoli nel patrimonio del Fondo con il rendimento dell’Indice”.

Secondo esempio, relativo a un Etf sintetico. “La modalità di replica dell’Indice è quella sintetica. Pertanto, la variazione di valore dell’Indice è oggetto di swap da una controparte al Comparto e, in cambio, il rendimento dei titoli in cui investe il Comparto è oggetto di swap dal Comparto alla medesima controparte, in modo che il rendimento del Comparto rifletta la variazione dell’Indice senza risentire del rendimento dei titoli che il Comparto ha in portafoglio”. Leggere i prospetti e’ sempre importante, ma e’ indispensabile se si vuole sapere se un Etf e’ fisico o sintetico.