Che cosa è l’ipoteca? La definizione di ipoteca è un diritto reale di garanzia, che attribuisce al creditore la facoltà di produrre l’espropriazione del bene e la sua vendita forzata.

In caso di insolvenza il creditore potrà chiedere alla magistratura di procedere alla vendita forzata del bene, per rientrare in possesso di quanto gli spetta. Ma gli sarà impedito di diventarne proprietario in compensazione del credito.

Qualsiasi accordo del genere non sarebbe applicabile in quanto violerebbe il cosiddetto “divieto di patto commissorio” (Articolo 2744 del Codice Civile).

C’è di buono che l’ipoteca non fa perdere al debitore la disponibilità ed il godimento dell’immobile. Quindi chi paga il debito non si accorgerà minimamente della sua esistenza.

L’ipoteca è fornita del diritto di sequela, il che vuol dire che “segue” il bene su cui grava anche quando esso cambia proprietario.

L’ipoteca può essere: volontaria, legale, giudiziale.

Che cosa è l’ipoteca volontaria: Può essere concessa dal debitore o da un terzo a garanzia del debito. Questo è il caso dei mutui ipotecari.

Che cosa è l’ipoteca legale: E’ quella prevista dal nostro ordinamento nell’ambito della stipula dei contratti di compravendita di un bene immobile a tutela del pagamento della somma dovuta dall’acquirente al venditore. Le parti, di comune accordo, vi possono rinunciare perché il prezzo pattuito viene versato all’atto della stipula o perché non ritengono necessaria tale garanzia. La rinuncia all’ipoteca legale è inserita dal notaio nell’atto di compravendita.

Che cosa è l’ipoteca giudiziale: E’ invece collegata a una sentenza di condanna al pagamento di una somma, all’adempimento di un’obbligazione o al risarcimento di un danno. Fra i provvedimenti che hanno come conseguenza l’iscrizione di ipoteca oltre alle sentenze civili e ai decreti ingiuntivi dichiarati esecutivi, ci sono anche le sentenze penali che comprendono obbligazioni civili e quelle amministrative. Per l’iscrizione non occorre che la sentenza sia definitiva. Nel caso particolare della sentenza di divorzio, la legge attribuisce direttamente al coniuge creditore (di un assegno di mantenimento) la facoltà di iscrivere ipoteca.

Il codice civile stabilisce che “la cancellazione consentita dalle parti interessate deve essere eseguita dal conservatore in seguito alla presentazione dell’atto contenente il consenso del creditore”. Se il debito è pagato, il creditore è tenuto a dare il proprio consenso alla cancellazione dell’ipoteca. In caso contrario risponderà degli eventuali danni subiti dal proprietario del bene, come per esempio una mancata vendita. Il creditore è inoltre tenuto a far pervenire il proprio consenso (alla cancellazione) al debitore; tale dichiarazione è elemento indispensabile della domanda che il debitore presenterà al conservatore.

Fra le altre ipotesi di cancellazione dell’ipoteca, vi sono il mancato rinnovo dell’iscrizione scaduti i vent’anni e la distruzione del bene ipotecato.

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